La sua storia

TRA Montemagno e asti

Maria Letizia Galeazzi, per tutti Cilla, nasce il 18 agosto 1961. La sua vita si svolge tra le colline del Monferrato, prima Montafia poi Montemagno e Asti. La famiglia, gli amici, la scuola, la passione per i cavalli, vissute con la sensibilità e l’intensità proprie della sua età.

Si iscrive all’Istituto Magistrale “Augusto Monti” di Asti. È proprio attraverso alcune amicizie nate nei primi giorni di scuola che, nell’autunno del 1975, incontra l’esperienza cristiana di Gioventù Studentesca.

Questo incontro provoca nella sua vita qualcosa che lei stessa descriverà come un cambiamento radicale.

una scoperta

Cilla scopre e fa suo un modo nuovo di guardare tutto ciò che entra nell’orizzonte della sua vita: la famiglia, gli amici, la scuola, la comunità cristiana, le proprie fragilità e il desiderio di essere felice.

Nelle lettere e nel diario racconta con grande libertà questo cammino. Non descrive una vita improvvisamente diventata facile o senza contraddizioni. Parla invece della scoperta di una Presenza capace di dare un significato nuovo ed entusiasmante alle cose di tutti i giorni.

Dopo alcuni giorni di esercizi spirituali nella primavera del 1976 scrive a un amico della felicità di sentirsi vicina al Signore e di un cambiamento profondo che riconosce come dono di Dio.

«Prima non esistevo. Sono nata nel momento in cui ho capito cos’è la comunità.»

la vita quotidiana

Questa scoperta non allontana Cilla dalla realtà. Al contrario, la rende più appassionata alla vita concreta. Tutto parla di Lui.

La famiglia, gli amici, la scuola e la comunità diventano i luoghi nei quali verificare ciò che sta scoprendo. Le sue lettere mostrano entusiasmo, ma anche fatica, giudizio critico, domande e una fede sempre piu` matura. Presto gli amici la riconoscono come il punto di riferimento della compagnia.

È proprio dentro questa quotidianità che fiorisce ciò che diventerà uno dei tratti più riconoscibili della sua esperienza: la certezza che nella vita di tutti i giorni vi sia qualcosa di più grande.

«Sapessi quanto amo la vita adesso, anche proprio solo perché il Signore me l’ha data.»

5 luglio 1976

Il 5 luglio 1976 Cilla muore in un incidente stradale lungo la strada per Montemagno. Non ha ancora compiuto quindici anni.

Per la famiglia e per gli amici, la sua morte rende improvvisamente evidente la profondità del cambiamento maturato in lei nei mesi precedenti.

Da allora la sua storia non rimarrà confinata alle persone che l’avevano conosciuta. I suoi scritti inizieranno a circolare, nasceranno libri, incontri e nuove amicizie. Una vita brevissima continuerà a generare una storia molto più grande di quanto chi le era vicino potesse immaginare.

i FRUTTI

Tra i frutti più significativi nati negli anni successivi alla morte di Cilla vi è l’Associazione Cilla, fondata da suo padre Rino Galeazzi e sviluppatasi come opera di accoglienza e sostegno per i malati e le loro famiglie costretti a spostarsi lontano da casa per ricevere cure.

L’Associazione Cilla costituisce una storia distinta dall’attuale Associazione Amici di Cilla, ma profondamente legata alla memoria di Cilla e a ciò che la sua vita ha generato nel tempo.

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