Le sue parole

Le lettere e il diario scolastico di Cilla permettono di incontrarla attraverso la sua stessa voce: le domande, le fatiche, l’entusiasmo, la scoperta della fede e un amore sempre più grande per la vita.

In queste pagine raccogliamo alcune delle sue parole, mantenendo distinto ciò che Cilla ha scritto direttamente dalle testimonianze e dalle riflessioni nate successivamente intorno alla sua figura.

La Vita

«Sapessi quanto amo la vita adesso, anche proprio solo perché il Signore me l’ha data e spero di essere un giorno tanto fedele a Lui da poterlo rivelare nel corso della mia esistenza. Cosa che è il mio scopo.»

«Sono felice! Come vorrei dare a tutti questa felicità che sconfina in spensieratezza… Sento di nuovo il fantastico gusto delle microscopiche cose.»

Un cambiamento radicale

Cilla descrive ciò che sta accadendo in lei non come il risultato di uno sforzo personale, ma come qualcosa ricevuto. Dopo gli esercizi spirituali della primavera del 1976, scrivendo a un amico, riconosce in Dio l’origine della sua nuova felicità e del cambiamento che sente avvenire nella propria vita.

«Il cambiamento radicale viene da Dio, pensa quanto è vero questo, pensa come solo il Signore sia artefice della mia contentezza per questo essere nullità.»

la comunità

Per Cilla la comunità cristiana non è un ambiente ideale o privo di limiti. È il luogo concreto nel quale ha incontrato Cristo e nel quale impara a vivere la fede dentro rapporti reali, con tutte le loro fragilità.

Nel diario scrive:

«Prima non esistevo. Sono nata nel momento in cui ho capito cos’è la comunità: il mezzo che mi ha portato a Cristo.»

E ancora:

«La comunità, e quanto essa vuole significare, è il destino del mondo.»

«Davvero mi rendo conto di come il dare tutto alla comunità sia sostanzialmente la risoluzione di tutti i problemi.»

la libertà

Per Cilla la libertà non coincide con l’assenza di legami, ma con la scoperta di essere amata e con la possibilità di aderire liberamente a ciò che riconosce come vero.

In una lettera scrive:

«Un giorno io dissi che non avrei più amato nulla, neanche la vita, e ora io prego il Signore perché il mio amore così piccolo sia sempre di più come il Suo così grande, sempre più limpido, sempre più libero, sempre più aperto al mondo intero.»

la vocazione

Nelle sue lettere emerge anche il desiderio che ciò che ha scoperto non resti soltanto per lei, ma diventi qualcosa da testimoniare attraverso la propria vita.

«Spero di essere un giorno tanto fedele a Lui da poterlo rivelare nel corso della mia esistenza. Cosa che è il mio scopo.»

le piccole cose

La scoperta della fede non porta Cilla lontano dalla quotidianità. Al contrario, sembra restituirle il gusto delle cose più semplici e minute.

«Sono felice! Come vorrei dare a tutti questa felicità che sconfina in spensieratezza… Sento di nuovo il fantastico gusto delle microscopiche cose.»

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